IL CASO KAUFMANN

Un'occasione per ricordare.

La vicenda ruota attorno alla figura di un ricco ebreo nei confronti del quale Hitler pretese una
condanna esemplare. Durante un processo farsa lo sventurato Kaufmann fu accusato, ingiustamente
e senza che fosse prodotta alcuna prova a suo carico, di aver avuto rapporti sessuali con una giovane
ragazza ariana. Vittima di una vendetta personale e dei pettegolezzi di una popolazione ormai
plagiata dalla dottrina hitleriana, Kaufmann fu decapitato, patendo tra i primi le conseguenze e i
pregiudizi delle leggi razziali. A parziale risarcimento nei suoi confronti, a guerra finita il suo feroce e corrotto giudice fu condannato all’ergastolo durante il processo di Norimberga, per aver
calpestato e ignorato ogni più elementare norma giuridica.
Proporre questa vicenda in tempi in cui la questione razziale è diventata di nuovo un’emergenza ci
sembra opportuno. Così come opportuno è continuare ad approfondire la riflessione su come sia
stato possibile che l’assurda logica dell’olocausto abbia potuto trovare giustificazione presso una
grande e civile nazione, abbagliata e plagiata dalla propaganda nazista.

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L'ALLESTIMENTO

Un reading teatrale tratto da Il caso Kaufmann, scritto da Giovanni Grasso, direttore dell’ufficio stampa della Presidenza della Repubblica. Dopo un lungo e appassionato lavoro di scrittura, nel gennaio del 2019, Grasso ha dato alle stampe il romanzo, basato su un episodio realmente accaduto in Germania durante l’ascesa del nazismo.

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