LA MEMORIA RENDE LIBERI

siamo infatti convinti che la speranza non debba mai essere abbandonata e che una via di uscita si possa trovare.

Per questo durante il nostro spettacolo, replicato ogni trenta minuti e che prevede anche la presenza di un gruppo di musicisti il cui compito sarà di richiamare alla mente l’orchestrina che attendeva i deportati al ritorno nel campo, reciteremo anche un testo che prende spunto dal bisogno di un gruppo di prigioniere di tramandare alle generazioni future l’essenza della propria vita e il senso del proprio passaggio sulla terra. Un esplicito invito a non arrendersi davanti ai soprusi imposti da qualunque tipo di regime.

 

Sempre per questo, all’uscita, gli spettatori saranno accolti da una seconda scritta posta sul cancello di via Andreis, su cui sarà possibile leggere: “La memoria rende liberi”.
La sera, alle ore 20.00 è previsto, presso la Bocciofila Mossetto, Lungo Dora Agrigento 16, un momento di ristoro che precederà il concerto che l’Orchestra da Tre Soldi, alle 21.00, regalerà al pubblico.

 

L'iniziativa è promossa dal Consiglio Regionale del Piemonte, tramite il suo Comitato Resistenza e Costituzione, con il patrocinio della Circoscrizione 7 del Comune di Torino, in occasione delle celebrazioni del giorno della Memoria 2015. Durante tutta la giornata del prossimo 27 gennaio,dalle 10.00 alle 19.00, nello scalo dell’ex Stazione ferroviaria Stazione GTT Ferrovie di piazza Borgo Dora 1, sarà possibile assistere a un evento teatrale che coinvolgerà numerosi istituti scolastici e tutti coloro che sceglieranno di vivere una esperienza artistica e umana particolarmente toccante.

All’ingresso dello scalo, il pubblico, organizzato in gruppi, troverà installata la celebre e triste scritta che dominava il cancello del campo di concentramento di Auschwitz: “Il lavoro rende liberi”. Riprodurrà il clima angoscioso nel quale i deportati venivano precipitati. La nostra proposta però non si limiterà a rievocare quei giorni tetri; 

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C'è uno stupido dentro di me. Devo approfittare dei suoi errori.

 

                            Paul Valéry

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