ME - RITA
Rita Levi Montalcini ha passeggiato il Novecento, si è arrampicata in un secolo di scoperte ed orrori, leggera, ferma e determinata. Aveva carisma, occhi verdi luminosi e morbidi capelli, una voce melodica ed elegante, la schiena dritta ed aristocratica, una precoce e profonda attenzione per i prossimi.
Rita Levi Montalcini sorrideva e viveva la quotidianità, costantemente impegnata nella ricerca scientifica e nei problemi sociali. Era vitale perché indifferente a se stessa.
Professoressa, premio Nobel per le neuroscienze nel 1986 e senatrice a vita, nasceva a Torino il 22 aprile del 1909. Divenne centenaria. Un’età ideale per continuare a far scoperte. Il suo cervello non andava ancora in pensione. Si adoperava per approfondire lo sviluppo dell’uomo dalla fase prenatale fino all’invecchiamento.
Non si era mai innamorata. Amicizie profonde, tante. Lo confessava, compiaciuta. Il padre, uomo vittoriano, pensava che Rita e le sue due sorelle, anziché studiare, dovessero essere educate a un futuro di madri e mogli ma alla fine cedette e Rita potè frequentare l’università.



L’ALLESTIMENTO
Questo Reading Autobiografico è una contaminazione di eventi narrativi. Quelli autobiografici, tratti dagli scritti di vita reale ed epistolare di Rita Levi Montalcini e quelli appartenenti ad una sorta di amplificazione letteraria, rintracciabili in Henrik Ibsen, Fabrizio De Andrè, Primo Levi e Carmelo Bene, autori che Levi Montalcini ha ‘frequentato’, attraverso la lettura oppure esperienzialmente.
Rita conosce gli Spettri di Ibsen, ovvero le vicende della signora Alving, donna che non sa sin dalla giovinezza ribellarsi alla menzogna, si sposa senza amore e tiene nascoste agli altri la corruzione e l’infedeltà del marito, attraverso Ermete Zacconi, primo attore e capocomico assai ammirato dal padre di Rita e dal pubblico teatrale torinese nei primi trentanni del Novecento. Rita ascolta Non al denaro, non all’amore nè al cielo, concept album di Fabrizio De Andrè, ispirato ad alcune poesie tratte dall’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, in cui compare, tra le altre, la figura del Medico, ovvero il dottor Siegfried Iseman che intende curare la povera gente ma è costretto, per vivere, a vendere pozioni miracolose e finisce in prigione additato da tutti come imbroglione e ciarlatano.
Nei suoi epistolari, Rita cita spesso Primo Levi, il suo migliore amico, e ne Il sistema periodico, un’autobiografia raccontata attraverso il caleidoscopio della chimica, l’elemento Ferro narra di una amicizia nata in un laboratorio universitario.
Nell’estate del 2000, attraverso ‘L mal de’ fiori, Carmelo Bene viene acclamato Poeta dell’Impossibile dalla Fondazione Schlesinger, presieduta da Rita Levi Montalcini e fondata da Eugenio Montale.
Il racconto inedito “Rita e Nicola”
di Cristian Mascia nasce spontaneamente, sull’onda della lettura che l’autore fa delle autobiografie di Rita Levi Montalcini. E’ la voce fuori campo, evocativa degli avvenimenti, degli individui, dei luoghi e dei paesaggi vissuti ed ‘esperimentati’ da Rita.
Un reading autobiografico apre la possibilità di fare comunità, ovvero di aggregare individui altrimenti isolati. E’ la nostalgia di un senso, che produce la volontà di ricercare un nuovo significato. Si narrano storie per trasmettere conoscenza. Ma storia e narrazione esistono solo per la mediazione del racconto.
Fin dall’adolescenza Rita Levi Montalcini scrive, racconta per spiegarsi come avviene un fatto, scientifico o esistenziale, per aver la possibilità di ricordarlo e, quindi, di controllarlo, organizzarlo. Rita pensa narrativamente e fa, lungo il proprio ciclo di vita, scelte in cui non è possibile aspettare di strutturare un ragionamento deduttivo né di raccogliere ‘un campione di eventi statisticamente significativo’. Il suo è un pensiero divergente, creativo, produttivo.
In un contesto narrativo simile, è possibile, è opportuno raccontare vicende esemplari. Come quella di Rita Levi Montalcini, un percorso tortuoso, non programmato e imperfetto. Questo reading autobiografico racconta ciò che gli spettatori già sanno ma può far emergere opinioni e significati non ancora condivisi.
Come esclamava Paul Valery, sarà una “esitazione prolungata tra suono e senso”.

Me Rita
Reading Autobiografico per una Libera Pensatrice
Produzione: Liberi Pensatori Paul Valery
Autore: Cristian Mascia
Regia: Oliviero Corbetta
Con: Elena Canone, Stefania Rosso, Daniela Vassallo